Immune all'accademia, ovvero: alzarsi e tornare in platea, tranquilla e serena, prima che il moderatore abbia potuto commentare il tuo intervento.
Benzina&Nocciole
... la prof e il bestio.
lunedì 17 giugno 2013
domenica 9 giugno 2013
SOLA
la versione de
lanoisette
delle
19:30
Anche se è andato in onda durante tutti i telegiornali nazionali, io non ho avuto il coraggio di guardare questo video, perché questa cosa si chiama in un modo solo, tortura, e il mio stomaco non è ancora abbastanza forte da sopportarne la visione. Spero vivamente che chi si è reso responsabile di atti così gravi saldi al più presto il suo salatissimo debito con la giustizia e che gli sia impedito di avvicinarsi a meno di 300 metri da qualunque istituto scolastico sul territorio nazionale.
Come ha già fatto lei, mi chiedo dove fossero tutti: il Dirigente Scolastico che ha assegnato gli incarichi, i colleghi del Consiglio di Classe, il GLH e relativa Funzione Strumentale, il personale non docente... perché non è possibile che nessuno sapesse, o almeno sospettasse.
Ma mi chiedo anche cosa succederebbe a me, alla professoressa Noisette che ha sempre cercato di svolgere il proprio lavoro con la massima serietà, con la massima coscienziosità, umana e professionale, che le era possibile; alla professoressa che la prima formazione sui DSA se l'è fatta da sola, al primo anno di supplenze annuali, quando ha cominciato a sospettare che uno dei suoi alunni, pluribocciato, ne fosse affetto; a quella che ha chiamato il conoscente laureato in cinese quando ha cercato di cavare il regno dal buco del suo primo alunno con gli occhi a mandorla e che ha cercato di scrollarsi di dosso atavici pregiudizi al momento di accogliere in classe un ragazzino zingaro. Ebbene, cosa avrebbe fatto la stessa professoressa se, da un giorno all'altro, come succede sempre, si fosse trovata in classe un ragazzo autistico? Si sarebbe comportata come al solito: avrebbe cercato di studiare, di leggere, di informarsi; avrebbe parlato con la famiglia e chiesto i contatti degli specialisti che seguono il ragazzo; avrebbe provato a coinvolgere il Consiglio di Classe e a sensibilizzare la classe. Ma la verità è che molto probabilmente sarebbe stata sola di fronte ad un impegno così gravoso: nessuna formazione specifica e strutturata, nessun sostegno psicologico, nulla di nulla. E non è certa che sarebbe stata in grado di reggere allo stress.
Ma mi chiedo anche cosa succederebbe a me, alla professoressa Noisette che ha sempre cercato di svolgere il proprio lavoro con la massima serietà, con la massima coscienziosità, umana e professionale, che le era possibile; alla professoressa che la prima formazione sui DSA se l'è fatta da sola, al primo anno di supplenze annuali, quando ha cominciato a sospettare che uno dei suoi alunni, pluribocciato, ne fosse affetto; a quella che ha chiamato il conoscente laureato in cinese quando ha cercato di cavare il regno dal buco del suo primo alunno con gli occhi a mandorla e che ha cercato di scrollarsi di dosso atavici pregiudizi al momento di accogliere in classe un ragazzino zingaro. Ebbene, cosa avrebbe fatto la stessa professoressa se, da un giorno all'altro, come succede sempre, si fosse trovata in classe un ragazzo autistico? Si sarebbe comportata come al solito: avrebbe cercato di studiare, di leggere, di informarsi; avrebbe parlato con la famiglia e chiesto i contatti degli specialisti che seguono il ragazzo; avrebbe provato a coinvolgere il Consiglio di Classe e a sensibilizzare la classe. Ma la verità è che molto probabilmente sarebbe stata sola di fronte ad un impegno così gravoso: nessuna formazione specifica e strutturata, nessun sostegno psicologico, nulla di nulla. E non è certa che sarebbe stata in grado di reggere allo stress.
martedì 4 giugno 2013
PRO CARLINO ALTOVITI
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lanoisette
delle
18:53
Da tempo desideravo leggere Le confessioni di un italiano, stazionante in cofanetto sullo scaffale tra Moravia e la Origo da almeno dieci anni (l'acquisto risale a quando frequentavo i remainders e le bancarelle dei bouquinistes con l'Intellettualedisinistra), ma credo che lo slancio finale l'abbia dato il kindle - benedetto sempre sia - perché l'idea di portare in borsa o a letto quasi un chilo di carta non era esattamente allettante. Orbene, a lettura ultimata, mi permetto di spezzare una lancia, ma che dico una lancia, l'intero equipaggiamento di una falange macedone, in favore dell'introduzione nel canone scolastico del romanzo di Nievo. Avete presente i Promessi Sposi? Ecco, scordatevelo. Qui ci sono ironia, disincanto religioso ed esercizio del libero pensiero; ci sono Foscolo e Parini; c'è la Pisana, ovvero il personaggio femminile più incredibile della storia della letteratura italiana (che se la gioca con la Gina Pietranera a livello europeo); ci sono viaggi, intrighi, passioni, agnizioni, c'è romance, insomma. Ovviamente, anche questo romanzo patisce un po' i segni del tempo, ha qualche ruga, anche se - a mio parere - porta i suoi anni molto meglio del cugino meneghino: la sintassi è meno complessa, il ritmo più agile e scorrevole, gli usi linguistici aberranti meno fastidiosi. Ma, gusti personali a parte, credo sarebbe un bene affiancarlo al testo manzoniano - lettura antologica per lettura antologica, tanto vale prendere due piccioni con una fava - per mostrare un modello di romanzo che in Italia non ha preso piede se non in forma di letteratura d'intrattenimento, e tentare di spiegarne le ragioni.
giovedì 30 maggio 2013
domenica 26 maggio 2013
DIAMO I PUNTI AL PROF
la versione de
lanoisette
delle
16:13
Maggio, tempo di graduatorie interne. Per i non addetti ai lavori, la graduatoria interna ha due funzioni principali: stabilire quali docenti perdano il posto in caso di diminuzione delle classi e creare un ordine di priorità per alcuni ruoli interni alla scuola (vicepresidenza, funzioni strumentali) e per la scelta delle classi in cui insegnare. In qualunque sistema di istruzione degno di questo nome, in una graduatoria del genere avrebbero peso, oltre all'anzianità di servizio, anche tutta una serie di voci che valutino l'effettiva capacità di un insegnante di svolgere la propria professione: curriculum accademico, aggiornamento e formazione, svolgimento di incarichi e progetti importanti per la scuola et cetera. Ed in Italia? Come si fa a stabilire qual è il docente "primo in classifica"?
Se lavora (più precisamente: se entra in classe e firma il registro, perchè di controlli sull'effettivo lavoro non ce ne sono proprio) per un anno: 6 punti.
Se si è laureato con 110 e lode: 0 punti.
Se ha seguito corsi di formazione e aggiornamento tenuti da enti come AID, GISCEL, ADI, tutti certificati: 0 punti.
Se ha pubblicato articoli su riviste specializzate: 0 punti.
Se è il curatore del Vocabolario della Crusca, dell'Enciclopedia Treccani o del compianto Dizionario Biografico degli Italiani: 0 punti.
Se ha vinto il concorso ordinario: 12 punti.
Se ha conseguito una specializzazione post-laurea (ma non la SSIS, che è la specializzazione specifica per insegnare): 5 punti.
Se si è smazzato due anni di SSIS: 0 punti.
Se ha conseguito una seconda laurea: 5 punti.
Se ha conseguito un dottorato di ricerca: 5 punti.
(ovvero: studi per due o tre anni e prendi meno punti che ad entrare in classe e leggere il giornale).
Se svolge incariche di vicepresidenza o simili: 0 punti.
Se è cooordinatore di classe: 0 punti (e zero soldi, spesso).
Se è responsabile o si occupa di progetti come l'educazione alla salute, l'alfabetizzazione degli alunni stranieri, l'integrazione dei portatori di handicap: 0 punti.
Se svolge incariche di vicepresidenza o simili: 0 punti.
Se è cooordinatore di classe: 0 punti (e zero soldi, spesso).
Se è responsabile o si occupa di progetti come l'educazione alla salute, l'alfabetizzazione degli alunni stranieri, l'integrazione dei portatori di handicap: 0 punti.
Se ha figli, coniuge o genitori abitanti nello stesso comune: 6 punti.
Per ogni figlio di età inferiore ai 3 anni: 4 punti (cumulabili con i 6 di cui sopra).
Per ogni figlio dai 4 ai 18 anni: 3 punti (idem).
Se non chiede il trasferimento per almeno tre anni: 10 punti.
Quindi, in buona sostanza, se vuoi essere sicuro di non perdere il posto e di poter scegliere anche le classi i ncui insegnare, la ricetta è semplice: non studiare, non aggiornarti, non sbatterti, limitati a stare fermo nella stessa scuola, accertati di avere almeno un congiunto che abiti nello stesso comune e, soprattutto, fai tanti figli.
La strada della meritocrazia è ancora lunga, quando bisogna smantellare gerontocrazia, poltronocrazia e uterocrazia [cit.].
Quindi, in buona sostanza, se vuoi essere sicuro di non perdere il posto e di poter scegliere anche le classi i ncui insegnare, la ricetta è semplice: non studiare, non aggiornarti, non sbatterti, limitati a stare fermo nella stessa scuola, accertati di avere almeno un congiunto che abiti nello stesso comune e, soprattutto, fai tanti figli.
La strada della meritocrazia è ancora lunga, quando bisogna smantellare gerontocrazia, poltronocrazia e uterocrazia [cit.].
mercoledì 22 maggio 2013
SUB SPECIE DOTTORANDI
la versione de
lanoisette
delle
11:39
Dopo alcuni mesi di bazzicamento di ambienti universitari, penso di poterlo dire: a me, questi giovani studiosi, mi lasciano un po' perplessa. Voglio dire: in fondo, sei uno studente, uno studente privilegiatissimo, che non deve dare esami, che se sceglie di farsi una nottata in bianco per scrivere un articolo, lo fa per sua scelta, non perché ne abbia l'obbligo, che magari è anche pagato per studiare, che ha il tempo di andare a convegni, mostre e conferenze come nessuno mai nella vita. E allora? E allora goditela, santiddio! E invece no: sbuffano, si lamentano, si stracciano le vesti. I maschietti, in particolare, sono finora ascrivibili ad alcune tipologie fisse, che di seguito illustrerò.
L'impegnatissimo. Pare che abbia sempre da fare, da scrivere, da ricercare, da studiare, che il suo progetto lo impegni venti ore al giorno. A par suo, ti senti un'inguaribile cazzona (excusez mon français) finché non scopri che lui è al secondo anno di dottorato e vive con mammà all'età in cui tu, dopo laurea, SSIS e precariato, entravi in ruolo ed eri in grado di pagarti il mutuo di casa da più di un paio d'anni.
Il nerd, a.k.a. l'ingegnere delle facoltà umanistiche. Occhiali spessi un dito, testa sempre china su ponderosi volumi scritti in alfabeti sconosciuti, si occupa di grammatica hittita e di coperchi dei urne cinerarie del II millennio a.C. nelle propaggini meridionali del dovecazzistan. Ha un'età indefinibile, più vicina ai quaranta che ai trenta (già me lo ricordo io, quando ero studentella al secondo anno), e nessuno ha ancora ben capito quale sia il suo ruolo all'interno dell'accademia. Si sospetta che faccia parte degli arredi della biblioteca.
Il senza interessi: "Ah, domani c'è quella conferenza su X!", "Mmmh... no, grazie, non m'interessa". "Hai visto? La lezione dottorale sarà su Y", "Oh, che palle, sempre la solita solfa". "Caspita, c'è questo bell'incontro su Z", "Sì, però... non è nelle mie corde". Una domanda sorge spontanea: ma cosa sei al mondo a fare?
Lo specialista: Ha un progetto di ricerca sull'endecasillabo di settima in Sennuccio del Bene [cit.] e alla prossima conferenza sui poeti fiorentini al servizio della corte papale avignonese nel XIV secolo presenterà un paper dal titolo L'alternanza tra endecasillabo e settenario nella canzone politica di Sennuccio del Bene. Tu, ingenuamente, chiosi "Ah, bello, casca proprio a fagiuolo con il tuo progetto!" e lui risponde, scandalizzato "Nooo... non c'entra proprio proprio con la mia ricerca".
Il vate: Lui davvero non ha mezze misure, si è lanciato anima e corpo nell'impresa: nell'intestazione delle sue email si proclama "critico letterario" e "critico militante". E pensare che io, stupida passatista, sentivo ancora la mancanza di gente come Fortini e Garboli...
domenica 19 maggio 2013
TRANSITIVITA'
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lanoisette
delle
16:40
E così, mentre il Benza gioca coi serpenti e sfugge agli uffici immigrazione in Africa io me ne sto qui, sotto l'implacabile maltempo, afona, starnutante, con il mal di gola, la tosse, i brividi, il naso colante, l'occhio gonfio e probabilmente anche con un po' di febbre (ma il termometro non è un di quegli oggetti che ho infilato nelle due borsate di roba che ho cominciato a portare a MiaCittàLombarda).
Insomma malataaaaa, uuuh!
Però potevate dirmelo, che col matrimonio si acquisiscono, aggratis, anche le peculiarità del coniuge.
giovedì 16 maggio 2013
BENZATHAN DIMENSIONE AVVENTURA
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lanoisette
delle
21:49
E il Benza?, direte voi.
Il Benza.
Il Benza... il Benza ha passato le ultime settimane a studiare come un matto le costellazioni dell'emisfero australe, le rocce effusive e intrusive e la fotosintesi colorofilliana; ha imparato come distinguere il kudu maggiore dal kudu minore e a calcolare alla prima occhiata l'età di un leone; riesce a districarsi tra i vari tipi di foglie e arbusti, riconosce gli uccelli dalla forma del becco e sa se quel certo serpente ha un veleno emotossico, citotossico o neurotossico.
Ha comprato il binocolo, la pinza multiuso e la mantella mimetica e ha ricominciato ad avere il cagotto per l'antimalarico.
Roba seria insomma, roba riconosciuta con tutti i crismi - tanto che ho dovuto perfino cucirgli il distintivo sulla camicia color kaki.
Poi, domenica è partito.
Indovinate per dove?
Bravi, il continente nero, paraponziponzipò.
Beh, ormai è il quarto viaggio in meno di un anno, dovrebbe aver imparato a destreggiarsi. E poi, stavolta è in gruppo, con l'istruttore super esperto, sta in una botte di ferro.
E invece no.
Li ha fermati la polizia tanzaniana, ufficio immigrazione.
Sostiene che siano dei clandestini.
Quando finisco di ridere comincio a preoccuparmi.
Forse.
AGGIORNAMENTO: Tranquilli, l'hanno liberato.
Meno male, le arance in Tanzania sono carissime.
AGGIORNAMENTO: Tranquilli, l'hanno liberato.
Meno male, le arance in Tanzania sono carissime.
martedì 14 maggio 2013
MOMENTI DI GLORIA
la versione de
lanoisette
delle
18:38
Tenere una lezione agli studenti del TFA e:
- ritrovare tra di loro una tua compagna di università che ti riconosce al volo dopo 15 anni perché sei sempre uguale;
- al termine, essere salutata da scroscio di applausi e attestazioni di pubblica e privata stima sul genere la lezione migliore e più utile dell'intero corso.
Fico.
sabato 11 maggio 2013
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